Alberto Pacella è ormai tra le figure più rappresentative dell’ambiente biancoverde: se il campionato si fosse svolto regolarmente come previsto l’estate scorsa, l’annata 2020/21 sarebbe stata la sua quinta stagione consecutiva nelle file dell’Arcetana.

“Tuttavia in questi mesi mi sono sempre tenuto in forma, seguendo scrupolosamente le tabelle di lavoro elaborate da mister Paolo Vinceti e dal suo vice Davide Camagnoni – garantisce il difensore classe ’99 – Come è ovvio che sia, nelle prossime settimane non ho affatto l’intenzione di mollare la presa: di certo il lavoro di gruppo è ben altra cosa, ma il cammino che porta a ritrovare il rettangolo verde passa giocoforza attraverso la qualità del lavoro individuale. Si tratta di attività da svolgere con la massima attenzione, perchè poi si riveleranno davvero utili quando potremo finalmente riprendere allenamenti collettivi e partite”.

Pacella si sofferma inoltre sul futuro, riflettendone a 360 gradi: sia a livello personale, sia a livello più globale in merito agli scenari che riguarderanno l’Eccellenza 2021/22.

“Proprio come gli altri giocatori attualmente in rosa, anche io devo ancora parlare in modo approfondito con la dirigenza dell’Arcetana – spiega il giocatore – Si tratta di un dialogo che di certo avverrà prossimamente, e io intravedo comunque buone prospettive fin da ora. Ormai Arceto è casa mia, e non potrebbe essere altrimenti: dunque, se il club intenderà riconfermarmi, io sarei davvero molto felice di restare. Peraltro, nei ranghi biancoverdi non ho ancora raggiunto tutti gli obiettivi che ho in mente. Qui all’Arcetana vorrei disputare almeno un campionato di Eccellenza per intero: finora non è stato possibile per i ben noti motivi, e spero veramente che la prossima stagione sia davvero la volta buona in tal senso. Intanto colgo l’occasione per dare un cenno di saluto a tutta l’Arcetana e a chi ci segue: una menzione particolare al ds Fabio Chiarabini, sempre attento nel seguire le attività di noi giocatori anche in questi mesi privi di appuntamenti agonistici”. 

Inevitabile poi una battuta sulla conformazione che la categoria andrà ad assumere: il dibattito è ancora aperto, tra chi vorrebbe gironi simili al passato e chi invece preferirebbe raggruppamenti più piccoli.

“A costo di sembrare eccessivamente diplomatico, ritengo che sia ancora presto per effettuare accurate considerazioni sul tema – afferma Alberto Pacella – Al di là delle tante tipologie di tabellone che si possono costruire a tavolino, molto dipenderà dall’effettiva data di inizio del campionato. Ora come ora, non sappiamo quando sarà possibile cominciare la stagione con le necessarie condizioni di tranquillità e sicurezza: speriamo ovviamente che ciò possa avvenire il prima possibile, in primo luogo per il benessere globale e poi perchè il calcio manca a tutti noi. D’altro canto, al momento non ci sono ancora certezze relative al calendario: probabilmente in estate il quadro sarà più chiaro, e da lì sarà possibile formulare valutazioni più approfondite. Se la data d’inizio dovrà slittare rispetto alla consueta scadenza di settembre, la composizione di gironi non così affollati diventerà di fatto necessaria. In ogni caso, mi associo all’auspicio espresso pochi giorni fa dal nostro centrocampista Nicolas Bovi. Le regole concernenti le retrocessioni vanno riviste: 5 discese dirette per ogni girone da 14 o 15 squadre sono davvero troppe, perchè ogni minimo passo falso potrebbe compromettere una stagione intera. Stando così le cose, la reintroduzione degli spareggi play out sarebbe una tra le strade migliori per risolvere il problema”.

Intanto domenica scorsa ha preso il via la nuova Eccellenza 2020/2021, che da più parti viene definita “Superlega”: 11 le realtà coinvolte, ossia quelle che hanno scelto di tornare in campo nel rispetto dei protocolli in vigore.

“Massimo rispetto verso chi ha voluto giocare, avendo i mezzi e le strutture necessarie per osservare le norme sanitarie – commenta Pacella – D’altro canto, io sono senza dubbio d’accordo con la decisione presa dall’Arcetana. In un momento storico tuttora delicato come questo, preferisco aspettare ancora qualche mese prima di ritrovare il clima tipico del calcio dilettantistico”.

La prima giornata ha già regalato vari spunti di rilievo:

“Difficile effettuare pronostici – evidenzia il difensore biancoverde – Del resto, un calendario così ristretto moltiplica le difficoltà da affrontare: nell’ambito della lotta per salire in serie D, ogni sconfitta rischia di costare davvero cara. In ogni caso, dovendo indicare una tra le principali favorite per il salto di categoria, non nascondo di vedere molto bene il Colorno: tra l’altro, i gialloverdi hanno esordito con un prestigioso successo sul campo modenese della Virtus Castelfranco. La formazione parmense può contare su uno tra gli organici più completi e meglio assortiti della categoria: inoltre, l’innesto del nostro Eugenio Predelli darà senz’altro ulteriore linfa alla fase di attacco ducale. A livello di potenzialità lui ha tutte le caratteristiche necessarie per lasciare il segno: non mi stupirei affatto di trovarlo presto nei piani alti della classifica marcatori”.