“Adesso ho finalmente ritrovato quella spinta motivazionale che a inizio 2021 avevo in parte smarrito: sono felicissimo di rimettermi in gioco qui all’Arcetana, realtà che nel corso dei decenni ha saputo conquistarsi un meritatissimo prestigio sia nel mondo del calcio dilettantistico sia nel tessuto sociale del proprio territorio”.

Sono le prime parole di Pierfrancesco Pivetti da allenatore della formazione biancoverde: come ufficialmente annunciato dal ds Fabio Chiarabini, sarà proprio l’esperto trainer modenese a dirigere i nostri beniamini durante il campionato di Eccellenza 2021/22. Il direttore sportivo aveva annunciato la scelta di un tecnico navigato, e Pivetti ha decisamente questa caratteristica: dopo un’apprezzabile carriera da giocatore svoltasi anche nei ranghi di Cattolica, Reggiana e Sassuolo, il nuovo timoniere dell’Arcetana ha diretto una lunga serie di squadre non soltanto in Eccellenza.

Tra le panchine che il tecnico classe ’61 ha accumulato nel corso degli anni ci sono quelle di Atletic Pico, Sampolese, Castelvetro, San Michelese, Zola Predosa, Carpineti e Castellarano: tutto ciò fino ad arrivare alla più recente esperienza nelle file della Modenese, compagine con cui un anno fa ha primeggiato nel girone B di Promozione cogliendo così il salto nella categoria superiore. Spicca inoltre il rilevante percorso nei ranghi della Virtus Pavullese: in particolare, nel 2010 Pierfrancesco Pivetti è stato l’artefice dell’ascesa frignanese dall’Eccellenza alla serie D. “Sono arrivato ad Arceto con 8 anni di ritardo – spiega il mister – Un primo dialogo con il club biancoverde c’è infatti stato nell’autunno 2013, sempre in Eccellenza: tuttavia, all’epoca la società si è poi orientata su Paolo Vinceti”.

Parlando di tematiche più recenti, da che cosa è nata la tua scelta di lasciare la Modenese? La decisione che hai preso a gennaio non ha mancato di suscitare stupore tra gli addetti ai lavori…

“In effetti mi ero un po’ demoralizzato, inutile negarlo. In quel periodo la pandemia era ancora più che galoppante, e ciò ha determinato una serie di restrizioni che hanno riguardato da vicino anche il campionato di Eccellenza: con simili limitazioni, il compito di fare calcio era praticamente diventato un’impresa impossibile. Ad ogni modo conservo comunque un ottimo ricordo dell’esperienza biancoazzurra: anche se purtroppo il campionato 2020/21 è stato troncato a febbraio, il 1° posto che abbiamo conquistato nel tabellone B ha comunque un valore molto significativo”.

Ora, in che modo è maturata la tua volontà di tornare in pista?

“Il problema Coronavirus obbliga ancora a un consistente livello di cautela, ma i vaccini ci autorizzano a vedere la classica “luce in fondo al tunnel”. Sono davvero più ottimista in merito alla situazione generale: le prospettive che vanno delineandosi lasciano immaginare una stagione 2021/22 contraddistinta da uno svolgimento regolare, e senza eccessive ansie. Quanto a me, l’Arcetana costituisce il contesto ideale per riprendere il discorso dove l’avevo lasciato: inoltre qui ritrovo due personaggi di grande caratura sportiva e umana, coi quali avevo già lavorato a Carpineti conquistando una storica salvezza in Eccellenza datata 2017. Si tratta ovviamente del direttore sportivo Fabio Chiarabini e di Davide Camagnoni, che sarà di nuovo il mio vice proprio come nella precedente esperienza appenninica”.

Quali sono gli obiettivi che l’Arcetana si prefiggerà nella prossima stagione?

“Fin dal primo colloquio con l’attuale dirigenza, è emersa sùbito la nostra grande sintonia in merito ai traguardi da raggiungere e alle strategie da attuare per centrarli. La salvezza è e resta senza dubbio l’obiettivo di base: strada facendo valuteremo poi se ci sarà terreno fertile per innalzare le ambizioni, magari provando ad albergare stabilmente nella parte sinistra della graduatoria”.

Come sarà strutturata la nuova squadra? Molte riconferme, o tanti cambiamenti?

“La prima opzione è quella giusta. Il gruppo di giocatori che era stato creato per la stagione 2020/21 può contare su uno spessore di buon livello, sia sotto l’aspetto tecnico sia dal punto di vista caratteriale: di conseguenza, non abbiamo alcun motivo per pensare di rivoluzionare la squadra. Qualche variazione verrà effettuata, come sempre avviene in sede di mercato: d’altro canto, l’ossatura dell’organico rimarrà in buona parte immutata. Nei prossimi giorni, sarà Chiarabini a fornire ulteriori notizie in merito”.

Si discute fin da adesso sulla formula che contraddistinguerà il prossimo campionato di Eccellenza: quali sono le tue preferenze in merito?

“Il dibattito che riguarda la composizione dei gironi è ancora piuttosto prematuro: prima di esprimere opinioni approfondite in merito al numero di squadre che comporranno ogni raggruppamento, sarà necessario conoscere la data o quantomeno il periodo di inizio della nuova stagione agonistica. Per quanto riguarda invece i meccanismi che regoleranno i passaggi di categoria, mi associo in pieno a chi chiede la reintroduzione dei play out: inoltre io spero che il nuovo governo della Figc regionale inserisca i play off anche in Eccellenza, così da rendere il campionato ancora più avvincente. In questo caso, i play off assegnerebbero ovviamente l’accesso agli spareggi nazionali per la serie D”.

Intanto, cosa ne pensi dell’Eccellenza primaverile che si sta svolgendo in queste settimane?

“Un torneo per tanti versi singolare, e dunque molto complesso da pronosticare: peraltro, molte delle squadre partecipanti presentano organici che di recente sono stati interessati da profonde modifiche. Con un programma gare così breve e soprattutto dopo uno stop così lungo, credo che la brillantezza atletica finirà per fare la differenza ancora di più rispetto ai valori tecnici”.

Un tuo messaggio rivolto all’ambiente e al pubblico dell’Arcetana?

“Un cordiale arrivederci a presto, ovviamente sui campi di via Caraffa. Ringrazio davvero la società per la grande fiducia che ha voluto accordarmi: farò veramente di tutto per esserne all’altezza”.